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Insegnami la lingua dei tuoi avi. Annodami all’ugola il drappo che mille generazioni cucirono ciecamente, sedate dalla speranza. Rendimi il fango da cui provengo, da cui provieni, e la polvere che ci impastera’ i sensi, che ci rendera’ di nuovo identici. Scalami il palato con la forza di secoli in cui impietosi progenitori ti spinsero ad emergere sul crespo di quest’epoca-incuba.

Strappa con un morso le differenze e arrendimi alla culla.

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