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Berti e’ come pregare. Da un gesto sale l’altro e la lingua si scioglie. Resta inerte un secondo infinito, ma l’avverti che freme, che pulsa, si allarga, come un manto umido copre labbra e clitoride. Dal fondo del tuo santo spazio arcuato pesca e ingoia. Sparge avida e risale, inturgidendo tutto cio’ che tocca. Gira arrotolando i volti dei padri e di una ex vergine dal nome incerto, e poi scatta con la punta, morbida, a suonare il tamburello. Scende, adesso scende, la senti? Lenta a cerchiarti il confine meridionale del desiderio. E poi accelera dirigendosi in circoli ampi, e accelera ancora, incendiando il mondo come fa la luce all’aurora.

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